UN GRANDE SUCCESSO PER IL 2° FESTIVAL ETNICO CHE CHIUDE IN FESTA TRA TARANTA E AFRICA
Una grande festa di piazza, come nelle più antiche tradizioni della cultura popolare. Ha chiuso così ieri sera in Piazza XX Settembre a Canicattini Bagni, il 2° viaggio nella musica Etnica mediterranea "Yhan - La Sorgente della Musica", come sempre promosso dal Comune canicattinese e organizzato dall'Associazione "Yhan - La Sorgente della Musica", frutto della sinergia delle tre storiche associazioni che da anni ormai organizzano nella cittadina iblea, il Festival del Jazz e dell'Etnico, Anthea, Sabatù, Otama, e di recente anche Freecom. Patrocinato dalla Regione Sicilia, Assessorato regionale al Turismo, la Provincia Regionale e la Camera di Commercio di Siracusa e l'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei", questa seconda edizione del Festival Etnico, di fatto, dopo la prova sperimentale dello scorso anno, consolida Canicattini Bagni, città della musica ad ampio raggio, dalla bandistica, al jazz, alla musica popolare, allo ska e reggae di Creativamente, al blues e al pop degli eventi Pro Loco.
Ed ieri sera, come già lo scorso anno, protagonisti e veri patroni del palco di Piazza XX Settembre, sono stati i ritmi travolgenti della "pizzica e della taranta" salentina di "Zimbarie", il gruppo famoso in tutto il mondo guidato da Rossano Ruggeri, legittimo erede di quel grande musicista e ricercatore che fu Pino Zimba, scomparso il 13 febbraio del 2008, che prima con le "Officine Zoè", e poi, appunto, con Zimbarie, ha saputo tradurre il canto della sua terra, il Salento, contaminando l'intero globo. Una contaminazione al quale, naturalmente, non poteva sfuggire Canicattini, riconosciuta ormai quale crocevia, in Sicilia e nel Mediterraneo, di sonorità e musicalità diverse, provenienti dall'area mediterranea, dal continente africano così come da quello europeo, e delle Americhe. Un progetto di contaminazioni, come quello ideato e presentato a Canicattini Bagni da questo grande musicista e direttore artistico che è Rossano Ruggeri, miscelato dai ritmi e dalle danze del Senegal, della Guinea, della Costa D'Avorio, dal Mali e dal Camerun, è diventato l'Orchestra Mediterranea dei Popoli, con i "djembè" di Mahad Sahal, e dai "sangba - kenkerni - doun doumbà" diMarcello Zironi, in arte gli "Afrikainpoi" e dai movimenti di danzatrici del valore di Laura D'Alelio, Janina Calì, Maria Lucia Soliani, Ilaria Sola, Anna Tamburini, Simona La Salvia e Sara Bellei. Ma come sempre a dare vita alla piazza, scatenando il pubblico nei ritmi della "pizzica e della taranta" (...
al quale non sono sfuggiti neanche il direttore dello "Villaggio Globale", lo scenografo Antonio Paguni, esibitosi al tamburello con Zimbarie, e i due anfitrioni di questo festival, il direttore organizzativo Saro Acquaviva, e il presentatore e responsabile della comunicazione, Gaetano Guzzardo, chiamati a ballare sul palco questo coinvolgente ballo popolare, dando testimonianza di grande autoironia ) sono stati la magica e impareggiabile voce di una delle interpreti più significative della musica popolare salentina,Ninfa Giannuzzi (nella foto), al quale si sono aggiunte le voci straordinarie di Daniela Tamburino, wox contralto, e di Anna Lucia Alessio, soprano. E poi i tamburelli di un sempre più bravo Simone Longo che di Pino Zimba ha certamente ereditato l'anima della pizzica salentina, di Edoardo Zimba, figlio del grande Pino, la batteria di un'instancabile Egidio Marullo, il virtuosismo della fisarmonica di Marco Dell'Anna, e del violino di Salvatore Salentino, la chitarra di un ospite d'eccezione, il giovane musicista inglese Damien Nolan, un vero e proprio virtuosista con una lunga esperienza alle spalle (ha collaborato tra gli altri con artisti del calibro di Pete Townshend, Katie Melua, Skunk Anansie, Florence Rawlings, Mike Batt, Spencer Kennedy, Carl Douglas, Stephanie Benson), e naturalmente colui che da anima e ritmo
al tutto, Rossano Ruggeri, alla chitarra e armonica. Una magica serata, per chiudere questa 2° edizione del Festival Etnico dedicato quest'anno all'etnoantropologo canicattinese Antonio Uccello. E nella sezione convegni dedicata all'illustre studioso, che in queste tre giorni si è tenuta nell'aula consiliare di via Principessa Jolanda, ieri, moderati dal giornalista Gaetano Guzzardo, a confrontarsi, sul futuro della ricerca della cultura e delle tradizioni popolari, c'erano i direttori dei Musei della Rete Museale della Cultura Iblea, Rosario Acquaviva, direttore del "Museo dei luoghi del lavoro contadino" di Buscemi e coordinatore della Rete,Cetty Bruno, direttore del Museo Etnografico "Nunzio Bruno" di Floridia, Antonella Rizza, responsabile del "Museo del Viaggiatore" di Palazzolo Acreide e del Centro Studi "J. Houel", e Tanino Golino del "Centro Studi Devozioni Popolari" e della "Museo del Tessuto - Casa dell'Emigrante" di Canicattini Bagni. "Una pietosa solitudine ed un devastante isolamento", come ha sottolineato Rosario Acquaviva, quello che i Musei
privati, frutto di anni di lavoro di ricerca e di catalogazione fatto da studiosi ed appassionati locali, vivono attualmente. una realtà culturale e storica, un patrimonio popolare, che non viene attenzionato dalle istituzioni e dalla politica, che rischia di scomparire e con essi questo vasto patrimonio di inestimabile valore delle radici culturali, storiche, artistiche e delle tradizioni del territorio ibleo e siciliano in generale. Soddisfatto, comunque, il sindaco di Canicattini Bagni Paolo Amenta, della riuscita dell'intera manifestazione. «L'aver dedicato un momento musicale così alto - ha dichiarato il primo cittadino canicattinese - che già lo scorso anno ha riscontrato i consensi di migliaia di visitatori, così come quest'anno, ad uno studioso quale Antonino Uccello, fondatore della Casa Museo di Palazzolo Acreide e nostro concittadino, che ha speso la sua vita per ricercare e salvaguardare le radici culturali di questa terra per tramandale alle giovani generazioni, nasce dalla consapevolezza, come sostenuto dai direttori della Rete Museale della Cultura Iblea, che arrivato il momento di
accendere e chiedere con forza che si attenzioni questo grande patrimonio, che non può andare disperso, proprio perché identificativo di un popolo e di un territorio. Ringrazio gli studiosi della Rete Museale, così come sempre, gli organizzatori del Festival Etnico, gli enti che lo hanno patrocinato e i tanti volontari, ad iniziare dalla Protezione Civile, che con il loro lavoro ed il loro contributo hanno fatto sì che anche quest'anno, questa memoria sul nostro passato restasse viva per farne bagaglio per un nuovo e più prosperoso futuro della nostra città e dell'intero territorio ibleo».
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 15:47 )
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