IL SINDACO AMENTA DA REGGENTE REGIONALI DI ANCI SICILIA RISPONDE ALL'ON. VINCENZO VINCIULLO SUL CONDONO EDILIZIO E COMUNI
In merito alla nota diffusa stamane dal deputato regionale del Pdl, on. Vincenzo Vinciullo, con la quale si accusa i Comuni di “detenere nei cassetti 370 mila pratiche di sanatorie edilizie relative alle tre legge 47/85 – 724/94 – 326/03”, valutabili, secondo l’autorevole esponente dell’Assemblea Regionale Siciliana in 2 mila euro ciascuna, per cui stando a quanto affermato dallo stesso, “i Comuni siciliani piangono miseria e tengono chiusi nei cassetti circa 750 milioni di euro” (un terzo, secondo Amenta, andrebbero allo Stato, di quella che rimarrebbe, il 75% andrebbe per investimenti, bloccati dal Patto di Stabilità, e solo un piccolissima parte sarebbe a disposizione dei bilanci comunali), il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, attuale Reggente regionale di Anci Sicilia, ha ritenuto di dover intervenire, considerato che in questi giorni l’Anci e i Sindaci sono in lotta con la Regione per salvare dal fallimento e dalla cancellazione i 201 Comuni sotto i 5 mila abitanti.
«Resto frastornato a leggere la nota dell’on. Vincenzo Vinciullo – ha dichiarato Paolo Amenta – che, dimenticando di aver svolto il ruolo di vice sindaco e amministratore di un Comune, Siracusa, evidentemente non aprendone mai i cassetti, fa emergere solo ed esclusivamente il suo ruolo di parlamentare regionale, cioè di chi ogni giorno si allontana sempre più dai problemi del territorio e quindi degli Enti che li rappresentano: i Comuni.
L’on. Vinciullo per non guardare, come si dice, “in casa sua”, quindi all’ARS, la stessa che ha decurtato del 60% i trasferimenti ai piccoli Comuni sotto i 5 mila abitanti, determinandone così nel peggiore dei casi il fallimento e la cancellazione; la stessa, inoltre, che non è riuscita a tutt’oggi a ridurre i costi della politica e degli sprechi, va a guardare in casa d’altri, ovvero in quella dei Comuni, trasformati da Stato e Regione, in esattori nei confronti dei cittadini.
E così Vinciullo – continua il responsabile di Anci Sicilia – anziché risolvere la questione dei tagli ai trasferimenti, per dare più risorse ai Comuni per continuare a garantire i servizi essenziali, trova più facile “mungere sempre la stessa mucca”, quindi cittadini - famiglie - imprese, aggiungendo ai balzelli di Imu, Tares, Acqua, Trasporti, ecc., anche quello del “condono edilizio”.
Siamo tutti consapevoli che le leggi vanno rispettate e il principio “pagare tutti per pagare meno”, resta la strada maestra, ma bisogna prendere atto, e lo ricordo principalmente all’on. Vinciullo che l’ha dimenticato, che se nei cassetti dei Comuni sono “ristagnate” 370 mila pratiche rispetto alle 760 mila iniziali, è perché i cittadini non hanno più un centesimo per poter ritirare le “concessioni”. Significa che ai Sindaci non resterebbe altro da fare che porre il diniego e ordinare la demolizione di 370 mila immobili, o parte di essi, delle famiglie siciliane, sapendo che la maggior parte delle sanatorie riguardano abusi vecchi di trent’anni.
Vinciullo, come si vede, dimentica facilmente lo stato di crisi nella quale si trovano le famiglie, i cittadini e le imprese siciliane, d’altra parte, con i suoi colleghi all’Assemblea Regionale, non è che abbiano fatto sforzi per partecipare ai sacrifici dei cittadini siciliani, a cui i Comuni devono chiedere di pagarsi i servizi, proprio a causa dell’insensibilità, del pressappochismo e della superficialità della politica regionale che anziché tagliare le proprie spese, i propri sprechi e quelli dei tanti Enti inutili collegati alla Regione, taglia i soldi per i servizi dei cittadini.
Non solo, ma l’on. Vinciullo, quando fa i conti in tasca ai Comuni, affermando che possono recuperare ben 750 milioni di introiti dai condoni, non dice che la stragrande maggioranza delle pratiche sono nei grandi Comuni, per cui i piccoli che cosa devono recuperare?
A meno chel’on. Vincenzo Vinciullo, oltre a gravare i siciliani di un altro tributo, non auspica la scomparsa dei piccoli e medi Comuni, e con essi la storia, l’identità e le tradizioni di intere Comunità, pur di mantenere i suoi “benefit” di parlamentare, considerato che di provvedimenti in questa direzione non mi pare che l’ARS ne abbia presi, così come non li ha presi, nonostante annunciati ai quattro venti, il Presidente della Regione.
Dunque, non è la questione “condoni” che potrà risolvere la drammatica situazione finanziari dei Comuni, in particolari i piccoli, ma piuttosto l’umiltà di sedersi assieme ai Sindaci per decidere come distribuire meglio e in modo funzionali, i fondi e le risorse a disposizioni, evitando di fare “figli e figliastri”, in un momento più che difficile per il Paese e, soprattutto, per la Sicilia.
Pertanto – conclude Paolo Amenta, Reggente regionale di Anci Sicilia –, resta inteso che i Sindaci non ci sottraiamo al dialogo ed al confronto, anche con l’on. Vinciullo, altri, purtroppo, hanno scelto di parlarsi da soli».
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