IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DEL COMUNE DI CANICATTINI BAGNI E BLOCCA I COMMISSARI, PER CUI NIENTE CONSEGNA DEGLI IMPIANTI A SAI 8
La terza Sezione del TAR di Catania, presidente il giudice Calogero Ferlisi, a cui si era rivolto il Comune di Canicattini Bagni, difeso dagli avvocati prof. Felice Giuffrè ed Emanuele Tringali, assieme agli altri 8 Comuni che si rifiutano di consegnare gli impianti della rete idrica e fognante a SAI 8 per le note denuncie di inadempienze contrattuali, ha ancora una volta, con un decreto emesso ieri giovedì 5 luglio, bloccato il commissariamento dei Comuni (designato a Canicattini l'ing. Enzo Pietro Greco Lucchina) disposto dalla Regione Siciliana, Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità.
Il TAR ha riconosciuto valide le motivazioni presentate dai legali del Comune di Canicattini, in particolare la richiamata sentenza del CGA n.290/2011 che dichiara l'illegittimità della gara di aggiudicazione del servizio a SAI 8, e le "prospettate questioni relative agli effetti delle clausole risolutive contenute nel contratto (cfr. art. 7) stipulato tra l'ATO di Siracusa e la SAI 8".
È stato scongiurato, pertanto, sino alla data di trattazione collegiale dell'istanza nella Camera di Consiglio prevista per il 5 settembre prossimo, quando si dovrà discutere anche del ricorso presentata dai sindaci contro il commissariamento dell'ATO, ormai da lungo tempo affidato al commissario Gustavo Cardaci, con il totale esautoramento dei poteri dell'Assemblea dei Soci (Comuni e Provincia), e del CdA che a suo tempo l'Assemblea dell'ATO, guidata dal vicepresidente, il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, aveva provveduto a nominare, revocando i componenti assenteisti ed inserendo i dirigenti degli Enti, per rendere funzionale l'organismo e dare corso ai provvedimenti dettati dalla stessa Assemblea.
E tra i provvedimenti, come si ricorderà, al primo posto spiccava la revoca dell'incarico della gestione del Servizio Idrico Integrato a SAI 8, la società composta dalla siracusana Sogeas e dalla milanese Saccecav, per una serie di inadempienze, come sottolineato anche da quest'ultima sentenza del TAR, ad iniziare dal mancato avvio degli investimenti, alla mancata presentazione della fidejussione, al mancato pagamento dei canoni, e una serie di disservizi che i Comuni che hanno consegnato a suo tempo gli impianti lamentano, come le bollettazioni sbagliate e il blocco dell'erogazione dell'acqua agli utenti morosi appartenenti alle fasce più bisognose.
«Una storia infinita, un braccio di ferro estenuante per i sindaci e per i Comuni ritenuti "ribelli" - denuncia ancora una volta il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, vice presidente dell'ATO e vice presidente regionale di ANCI Sicilia - dove la costante è l'assenza della politica, quella che dovrebbe guardare ai bisogni della gente, fare da tramite con il Governo regionale, se si considera che da oltre un anno questi 9 sindaci chiediamo di essere ricevuti dal presidente della Regione Lombardo, per illustrare le nostre ragioni e da questi si risponde, puntualmente, anziché col confronto, con il commissariamento. Siamo in presenza, di una politica, "sorda e distratta", che pensa più che altro a tenersi ben salde le poltrone, a come riconquistarne qualcun'altra alle prossime regionali, se nelle liste ci sarà il deputato "Tizio" o il deputato "Caio". I Comuni e il territorio sono lasciati nel più completo abbandono a risolvere, senza strumenti, un disagio che cresce a dismisura tra i cittadini, dal lavoro che non c'è a problemi reali di sussistenza, mentre la politica, quella lontana dalla gente, litiga per le "mozioni di sfiducia", per salvaguardare i troppi costi con la quale vive, per disegnarsi a misura le prossime liste.
E non per discutere ad esempio dei tagli alle risorse finanziarie che Stato e Regione stanno già applicando ai Comuni, in virtù del Federalismo Fiscale, senza però dargli in cambio, come avviene da Reggio Calabria a Bolzano, le "compensazioni" previsti dallo stesso Federalismo, non avendo la Sicilia, unica regione in Italia, sottoscritto il protocollo con il Governo nazionale e creato i fondi perequativi. Abbiamo una classe dirigente regionale, purtroppo, impegnata non si sa in che cosa, considerato che neanche le programmazioni triennali per le politiche sociali, che scadono il prossimo 31 dicembre, sono state approntate.
I Comuni, in particolare i piccoli - continua Amenta - che restano l'unico interlocutore dei cittadini, siamo lasciati soli, e non lo nascondo, sfiancati anche da un Patto di Stabilità che ci impedisce di fare investimenti, e quindi crescere, non so più sino a quanto possiamo resistere. Di fronte ad uno scenario del genere la Regione, con il silenzio della politica, anziché ricevere ed ascoltare i sindaci, che fa, nomina i Commissari, nonostante i rigetti dei TAR, esautorando i sindaci del loro potere in una Assemblea dove sono soci, in un settore dove, come quello del Servizio Idrico Integrato in provincia di Siracusa, che prevede una montagna di soldi, oltre 500 milioni di euro di investimenti in 30 anni, mai iniziati da SAI 8, ma molto appetibili.
Eppure, oltre al CGA che lo scorso dicembre decretava illegittima la gara di assegnazione del servizio, nel febbraio scorso anche la Procura della Repubblica, si è occupata di questa vicenda con l'inchiesta "Oro Blu", sottolineando che lo stesso servizio sarebbe frutto di un Bando di Gara "illegittimo" e di una "turbativa d'asta" attraverso la presentazione, da parte delle due società che costituiscono Sai 8 (Saccecav e Sogeas), di una "fidejussione irregolare per la partecipazione alla gara ad evidenza pubblica.
Che altro dobbiamo aspettarci? E allora - conclude il sindaco Paolo Amenta - sappia questa politica sorda e muta che i sindaci, non solo non consegneremo gli impianti e ci batteremo per l'acqua bene pubblico, ma resteremo a fianco dei nostri cittadini per cambiare anche questo modo di intendere e fare la politica».
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