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Inammissibili per il sindaco Paolo Amenta l'attesa di 5 mesi per l’erogazione da parte dell’Inps di Siracusa della NASPI, l’indennità di disoccupazione, per i lavoratori che hanno perso il lavoro

Scritto da Gaetano Guzzardo    Martedì 25 Ottobre 2016 14:42

amenta dIn merito ai notevoli ritardi, anche più di cinque mesi, che si stanno registrando all’Inps di Siracusa nella liquidazione delle domande  per l’erogazione della Naspi,  l’ex  indennità di disoccupazione, ai lavoratori che hanno perso il lavoro, interviene il Vicepresidente di AnciSicilia e Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta.

 

«Non è pensabile che si debba aspettare anche più di cinque mesi per poter ottenere l’indennità di disoccupazione - afferma Paolo Amenta - da parte dei tanti lavoratori della provincia di Siracusa che in estate hanno perso il lavoro. La Naspi, come si chiama adesso l’indennità che va erogata a questi lavoratori che ne hanno i requisiti, è sostitutiva ad una reddito che è venuto meno, per cui i  ritardi da parte dell’Inps nel definire le domande presentate creano forti disagi economici all’interno delle famiglie. Disagi che, ancora una volta, si ripercuotono sui Comuni, unico front office istituzionale con i cittadini, già drasticamente penalizzati dai rilevanti tagli alle risorse finanziarie, anche nel settore sociale e di sostegno alle famiglie, effettuate dallo Stato e in particolare dalla Regione.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale - aggiunge il Vicepresidente di AnciSicilia, Amenta -, dovrebbe comprendere ed essere sensibile più di altri alla crescita del disagio sociale e della povertà in questa provincia segnata da oltre il 40% di disoccupazione regolare, oltre il 60% di quella giovanile e con oltre 100 mila cittadini inattivi perché privi di un lavoro.

I ritardi di procedure che potrebbero essere superate con una diversa organizzazione del lavoro,  magari con l’impiego da subito di una task force apposita quando si è in presenza di un  numero maggiore di domande - conclude Paolo Amenta -, sono dunque ingiustificabili per una prestazione che dovrebbe essere erogata in tempi più che ragionevoli per non privare i lavoratori anche di quel  75% di reddito che gli spetta in attesa di essere ricollocati. Voglio augurare, pertanto, che l’Inps di Siracusa abbia provveduto in tal senso per  eliminare questo inconveniente che pesa sulle famiglie e sui Comuni, ai quali, nell’attesa, sono costretti a rivolgersi i lavoratori per avere un sostegno».

 

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