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“Janiattini Parra - Dalla lingua al dialetto”, presentato l’ultimo libro di Bartolo Mozzicato sul dialetto canicattinese, uno studio ed una ricerca che si allarga alla storia della lingua siciliana

Scritto da Gaetano Guzzardo    Lunedì 21 Maggio 2018 10:52

intervento-sindaco miceli«Una ricerca stimolante anche se a tratti difficoltosa che, pur con i suoi limiti, può essere considerata un valido strumento di lavoro per gli appassionati di linguistica e per gli interessati alla storia di Canicattini Bagni, essendo la maggioranza delle parole riferite alla vita reale e pratica dei canicattinesi».

Con queste parole il Professore Bartolo Mozzicato, storico e Presidente onorario della Banda musicale di Canicattini Bagni, ha presentato sabato al Museo Civico Tempo della città  il suo ultimo libro, “Janiattini Parra – Dalla lingua al dialetto”.

 

 

L’appuntamento, promosso dal Comune di Canicattini Bagni e dal locale Club 88, è stato coordinato dal Dott. Paolo Ruiz, ed ha visto gli interventi del Dott. Salvatore Petruzzelli e della responsabile della Biblioteca comunale “G. Agnello”, Dott.ssa Paola Cappè, con i saluti delSindaco Marilena Miceli, presenti anche il Presidente del Consiglio comunale, Paolo Amenta, e la Giunta comunale.

 

«Un lavoro che ci inorgoglisce – ha esordito il Sindaco Miceli – quello del professore Bartolo Mozzicato, per il suo prezioso lavoro di ricerca e salvaguardia della memoria storica linguistica della nostra città e più in generale della Sicilia. Per questo mi rallegra la notizia che il dialetto siciliano venga insegnano nelle scuole dell’isola. Come ci inorgogliscono i lavori e la presentazione dei libri di tanti nostri concittadini dedicati alla poesia ai racconti, al teatro, all’arte, ma anche all’archeologia e alle tradizioni,  senza dimenticare il lavoro di ricerca e conservazione del Museo Tempo, che oltre ad arricchire il già prezioso patrimonio della città, rappresentano la vivacità  culturale che vive Canicattini Bagni, e che come amministratori pubblici il dovere di sostenere».

 

bartolo-mozzicatoIl libro di Bartolo Mozzicato, già autore di altri lavori riguardanti la storia, l’emigrazione ed i costumi di Canicattini Bagni, (“Nomi, cognomi e soprannomi”, 1995 -  “Canicattini tra storia e ricordi”, 2001 – “La banda di Canicattini Bagni dalle origini ai nostri giorni”, 2004 - “Ubi panis ibi patria”, 2015), ricostruisce il percorso linguistico italiano, ed in particolare quello della lingua siciliana, arricchita dalle varie dominazioni che ha vissuto, e delle varie forme dialettali che la caratterizzano, soffermandosi, da canicattinese, a quello della sua città, con il suo vasto e vivace bagaglio fatto di costrutti, locuzioni, proverbi, paragoni e metafore, accuratamente riportate nel libro, eredità di quella che l’autore definisce “generosa e paziente civiltà contadina”, nonché del mix tra dialetto e lingua dei luoghi dell’emigrazione, soprattutto l’America, che è il Siculish.

 

«Personalmente – ha detto l’autore - ho vissuto quest’ultima ricerca, fatta di anni di lavoro, come un atto di gratitudine verso la comunità canicattinese che mi ha visto nascere, aiutato a crescere e da cui, salvo per brevi intervalli di tempo, non mi sono allontanato, vivendo, dal dopoguerra in poi, le veloci trasformazioni sociali che si sono verificate e il crollo di un vasto e vivace patrimonio linguistico».

 

E il dialetto canicattinese, pur essendo la città più vicina a Siracusa, prende le caratteristiche del sottodialetto di Noto diffuso nella zona della Sicilia sud orientale che va dai monti Iblei a Pachino e a Licata.

 

In realtà – come scrive Mozzicato - tra le due zone linguistiche, a parte la presenza del classico ciù (ciuovu, ciuvuta, ciummu,) al posto del chi, (chiovu, chiuvuta, chiummu.) le differenze lessicali e grammaticali sono scarse rispetto a quelle fonetiche. Questa anomalia è giustificata dal fatto che Canicattini fu fondato nel 1682, pochi anni prima del disastroso terremoto del 1693, per cui molte famiglie di Noto, di Avola e delle zone limitrofe, dopo il sisma, trovarono lavoro e casa, con facilità, nel nuovo paese in espansione, portandosi dietro il loro dialetto”.

 

Un lavoro apprezzato dal numeroso pubblico accorso alla presentazione di sabato al Museo Tempo, a cui l’autore non ha mancato di trasferire l’invito di salvaguardare e tramandare questo prezioso patrimonio linguistico oggi a rischio.

 

«Purtroppo continuando il ritmo veloce di questo logoramento linguistico – ha concluso il professore Bartolo Mozzicato - anche il nostro dialetto è destinato, ben presto, all’estinzione se non riesce ad evolversi in un nuovo strumento di comunicazione adeguato alla nuova società».

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Maggio 2018 12:59 )
 

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