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“L’unico Equi.libri.o - dis.equi.libri.o”, dal 6 al 13 agosto Palazzo Messina-Carpinteri la mostra di Sergio Carpinteri sul tema della Giustia e delle Carceri

Scritto da Gaetano Guzzardo    Giovedì 04 Agosto 2016 15:04

Sergio-Carpinteri bilancia2Si apre sabato 6 Agosto alle ore 19, nei locali di Palazzo Messina-Carpinteri di via XX Settembre (Biblioteca comunale), nell’ambito del 13° Festival del Mediterraneo del Comune di Canicattini Bagni, la Mostra dell’artista canicattinese Sergio Carpinteri, “L’unico Equi.libri.o - dis.equi.libri.o” sul tema della Giustizie e delle Carceri in Italia.

 

 

 

Un argomento caro al poliedrico Carpinteri, frutto di una ricerca e studio dell’artista stesso, conclusasi con una tesi di laurea (la settima)  dal titolo “L’unico Equi.libri.o. Il non libro d’artista”, discussa all’Accademia di Belle arti di Catania lo scorso11 Luglio, con la Professoressa Daniela Maria Costa, docente di Grafica.

 

Un lavoro che ha portato Carpinteri prima alla ricerca del libro e della sua idea, poi sugli artisti che ne hanno fatto arte, infine il suo tema, giustizia e carceri italiane.

 

La mostra

 

Due grandi ambienti ospitano le opere pittoriche, scultoree, disegni, bozzetti, grafica, libri d’artista. La prima opera che si incontra è un uomo con una bandiera: ogni uomo reclama le sua idee e la sua libertà. Poi dei nostalgici banditi con calza e pistola: da film.

 

Queste prime opere di vecchia produzione vogliono aprire il discorso su chi è l’uomo e perché commette dei reati, arrivando all’idea dell’ingabbiamento - detenzione.

 

«Gli animali si uccidono perché hanno fame - afferma Sergio Carpinteri -, quindi per un bisogno biologico, gli uomini invece, ci ricorda Hegel, uccidono per ottenere un riconoscimento della loro forza e del loro potere, quindi non per un bisogno biologico, ma per un bisogno culturale».

 

Due le domande che l’artista canicattinese pone all’attenzione del visitatore mettendo in mostra: Come siamo fatti? Cosa creano i nostri gesti, spesso efferati?

 

Le ultime opere della mostra cercheranno di dare un suggerimento “catartico” sulla libertà di rispettare la libertà altrui e sulla non violazione.

 

«Insomma, rispettarsi e rispettare “il prossimo” - conclude Carpinteri -. Privare una persona della  propria libertà rappresenta una condanna di per  sé terribile. Molti detenuti sono colpevoli di crimini  eerati, ma  questo non comporta che  lo Stato debba essere altrettanto feroce o disprezzare la persona che  ha “errato”. Perciò rieducazione e reinserimento sono due parole che si sentono spesso, anche nei discorsi degli "addetti ai lavori" che si occupano di carcere. L’idea di reinserimento dovrebbe consistere nel reintegrarsi nella società, esserne accettati, tornare a farne parte, una persona reclusa dovrebbe infatti essere preparata. Quindi servirebbe un passaggio intermedio tra carcere e dopo carcere. Difficilmente accade».

 

Una scheda su Sergio Carpinteri

 

Pittore, presentatore, imitatore, scenografo, fumettista, regista teatrale, fotografo, vetrinista, costumista, decoratore di ambienti e pareti, arredatore in stile, reporter, operatore di ripresa e regista cinematografico, critico d’arte e costume, stilista e design, realizza spesso documentari sulla cultura popolare e le tradizioni, cortometraggi: si qualifica ai primi  posti di concorsi come “Sessanta secondi” organizzato da Roberta Torre e al premio internazionale “Feerles Mediterrane”. Partecipa ai corsi di regia e fotografia di Paolo Bentivoglio. È stato presente più volte in set cinematografici come Zeffirelli, Antonio Albanese, Woody Allen.

 

Studioso ed esperto di comprovata esperienza in possesso di titoli scientifici e professionali in materia (7 lauree e 3 diplomi conseguiti nelle scuole statali); sin da giovane partecipa a collettive ed estemporanee di pittura e organizza incontri culturali in circoli artistici della sua città.

 

Permanente ricercatore e catalogatore di materiale storico, collezionista poliedrico, trasforma casa sua in Museo Civico, (il primo) perché nella sua cittadina (Canicattini Bagni) non ne esisteva uno. “Il Museo di Memorie e Ricordi Dei Canicattinesi” è una struttura polivalente attiva dove alla base vi è la ricerca del e sul territorio: arte e cultura come idee base. Poi la classificazione e la schedatura. La quantità di materiale e la qualità del materiale (dalla fine dell’ottocento ai giorni) è veramente impressionate, raccolta in 16 anni. Migliaia i libri e le riviste, come i dischi in vinile e i riproduttori. Nella sezione dedicata al cinema, anche le scenografie di Tornatore del film “Malena” con Monica Bellucci. Espone spesso in gallerie d’arte a Roma e tra i pittori di via Margutta.

 

Crea un gruppo che lo sostiene nel museo l’Associazione pro-museo “Memoria W Viva”. Visita il suo museo il commissario dell’Unesco Ray Bondin che si esprime con parere favorevole.

 

Ha organizzato una rassegna annuale per i gruppi (i complessi) di Canicattini dal titolo “Janiattini Musica”. 

             

Scrive, ricerca e trascrive la cultura cosiddetta “immateriale”, ma anche saggi sulla pittura, sui musei e critica d’arte. È anche un’originale  presepista,  ha rappresentato più volte la sua regione col suo famoso presepe in sculture di pane: a Verona al centro “Santa Maddalena”, come anche a Palazzolo Acreide. Usa materiali e rappresentazioni originali.

 

Ha realizzato un grande bassorilievo in terracotta posto su un muro a nel quartiere Librino a Catania, con l’associazione Fiumara d’arte, in occasione della manifestazione denominata La porta della bellezza”.

 

Infine organizza frequentemente mostre culturali curiosissime (al suo attivo dal 2000 ad oggi ha più di tremila eventi) nel suo museo con accoppiamenti di oggetti e temi davvero sorprendenti, per questo la stampa locale, spesso ne da notizia e rilievo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Agosto 2016 15:17 )
 

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