MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, IERI INCONTRO A ROMA AL MINISTERO DEL LAVORO, PRESENTE IL SINDACO PAOLO AMENTA, VICE PRESIDENTE ANCISICILIA
Si è tenuto nel pomeriggio di ieri a Roma al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presenti anche i vertici del Ministero dell’Interno, l’incontro presieduto dal sottosegretario on. Franca Biondelli, con i rappresentanti del CICAM, il cartello che raggruppa a livello nazionale le più importanti Comunità di Accoglienza per minori, coordinato da Antonio di Pinto, alla quale ha preso parte anche il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, Sindaco di Canicattini Bagni, già componente della commissione nazionale di Anci sull’Immigrazione.
Al centro dell’incontro, nel proseguo dell’appuntamento già svolto nel maggio scorso, la questione dell’assistenza dei minori stranieri non accompagnati ospitati dalle oltre 300 Comunità siciliane, ma che riguarda tutte le strutture meridione, in Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.
In particolare, come già sollevato dal Vice Presidente di AnciSicilia, si è discusso della copertura finanziaria del sistema di accoglienza, a tutt’oggi a carico dei Comuni, che a causa delle difficoltà economiche nelle quali versano gli Enti Locali non hanno somme in Bilancio per pagare le fatture delle strutture e delle Cooperative che gestiscono i centri accreditati, con il conseguente collassamento di quest’ultime.
I Centri di Accoglienza, infatti è stato rimarcato nell’incontro, sono ormai ad un passo dal fallimento proprio per le difficoltà di vedersi pagate le fatture dai Comuni per le migliaia di giovani migranti chiedenti asilo che vengono inviati dallo Stato, e per esso le Prefetture.
«Non è un problema di poco conto – afferma il vice presidente di AnciSicilia, Amenta – perché se, come definito nel precedente incontro al quale siamo stati presenti, per il 2014 i problemi sono stati in parte superati attraverso l’allargamento ai Centri del sistema Sprar, le strutture di seconda accoglienza per richiedenti asilo, i cui costi sono a carico dei vari Ministeri di competenza, il problema persiste per il pregresso.
Parliamo dal 2009 in poi, da quando è iniziato il fenomeno delle migrazioni di minori extracomunitari, oggi, purtroppo, ingigantitosi a causa del peggioramento delle situazioni dei vari Paesi di provenienza di questi ragazzi che vengono assegnati dallo Stato alle strutture di accoglienza che poi fatturano ai Comuni, senza che i Comuni ne abbiano competenza, trattandosi di fenomeni eccezionali al quale deve fare fronte lo Stato e l’intera Comunità Europea.
Per sanare il pregresso ed evitare altresì il fallimento delle Cooperative o delle strutture che gestiscono i Centri, servirebbero almeno 10 milioni di euro, che i Comuni non hanno e che bisogna che vengano reperiti dai vari Ministeri di competenza, anche attraverso un intervento normativo del Parlamento.
Per il resto – aggiunge il vice presidente Paolo Amenta – come abbiamo ribadito nell’incontro, e come sottolineato dagli stessi rappresentanti del Cicam, bisogna definire anche con le Regioni, in questo caso la Regione Sicilia, ma il problema è di tutte le Regioni meridionali, come intendono contribuire da quest’anno alla copertura dei costi sostenuti dai Centri di Accoglienza, parliamo di quelli accreditati non di quelli illegali, considerato che il costo giornaliero per ogni minore assistito (vitto, alloggio, vestiario, affitti strutture, istruzione, integrazione, ed altri servizi erogati) si aggira sugli 80 euro e il sistema Sprar prevede una copertura sino a 45 euro.
In questo caso è necessario che la Regione, e questo come Anci lo verificheremo al più presto, intervenga con una integrazione, rivedendo i parametri e i requisiti strutturali del Regolamento del funzionamento delle strutture..
Di certo, e su questo i Comuni sono stati chiari nel rifiutare le 20 euro che inizialmente i Ministeri avevano previsto, il problema dell’assistenza ai minori stranieri è un problema dello Stato che si attiva già nel momento stesso che i migranti mettono piede sulle navi di Mare Nostrum, quindi su territorio nazionale, e poi attraverso il decreto 403 nazionale, distribuiti nei vari Centri. E siccome siamo anche europei, deve essere anche la Comunità Europea, che domani attiverà Frontex, a dare risposte in tutte le fasi del percorso.
Non possono lasciare il problema ai Comuni, molti dei quali sono già al dissesto economico a causa dei tagli e dei mancati trasferimenti finanziari di Stato e Regioni. Non perché i Sindaci non vogliono occuparsene, ma perché sono consapevoli di essere impossibilitati a farlo.
Penso, ad esempio – conclude Amenta –, al Comune di Augusta, dove sono concentrati quasi tutti gli sbarchi, che attualmente è commissariato e gestito dallo Stato con tre Prefetti, che già sconta il peso di oltre 50 milioni di debiti e l’impossibilità anche di garantire la mensa ai bambini delle scuole, come potrà mai contribuire con proprie risorse all’assistenza dei minori stranieri non accompagnati. Su queste risposte che ancora mancano, pertanto, nell’incontro di ieri a Roma si è deciso di riconvocarci per il prossimo 17 settembre, sperando che questa volta sia presente anche il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, che sarà invitato a partecipare, per vedere di definire la vicenda».
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