PER IL SINDACO AMENTA, VICE PRESIDENTE DI ANCISICILIA, NECESSARIA UNA PIATTAFORMA DEI SINDACI PER UNA NUOVA STAGIONE DI CONFRONTO CON LA REGIONE
«La politica regionale continua a tagliare fuori dalle riforme i Comuni, com’è avvenuto recentemente con l’abolizione delle Province e la nascita dei Liberi Consorzi, dimenticando che poi sono proprio i Comuni ad essere chiamati a costituirli e a gestirli. Un metodo, quello di calpestare l’autonomia degli Enti Locali, che non possiamo più accettare, considerati i problemi drammatici che sono oggi alla base della quotidianità e della vita stessa dei Comuni, ad iniziare da quelli finanziari, che necessitano un confronto continuo tra Regione ed Enti Locali».
Questa la dichiarazione del Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni, dopo il voto dell’ARS che abolisce le Province e istituisce al loro posto i Liberi Consorzi tra Comuni. Per Amenta, il metodo scelto dalla Regione non favorirebbe quel libero confronto necessario per affrontare i difficili problemi che oggi sono sul tappeto nella vita di tutti i giorni dei Comuni siciliani, ad iniziare dalla ripartizione delle risorse finanziarie, dopo lo svuotamento del Fondo per le Autonomie Locali e la mancata programmazione delle politiche sociali.
Per il Vice presidente di AnciSicilia diventa così urgente per i Comuni stilare una piattaforma unica e aprire un tavolo di confronto con la Regione.
«Voglio auspicare che sui Liberi Consorzi – riprende il Vice Presidente Amenta – vi sia un coinvolgimento dei Comuni nel momento che si discuterà delle competenze e delle funzioni. Per capire anche come si fa a legare questa riforma al nuovo modello scelto dal Governo e dall’Assemblea regionale, per quanto riguarda il riparto della finanza locale, quindi i trasferimenti ai Comuni e ai Liberi Consorzi per il loro funzionamento. Tenendo conto che le vecchie Province lasceranno strascichi non indifferenti, anche a livello debitorio. Non a caso, nell’ultima riunione del Consiglio regionale di AnciSicilia, si è proposto di convocare per il prossimo 14 Aprile, un’assemblea generale dei Sindaci siciliani per aprire una nuova stagione di confronto serio sul futuro degli Enti Locali in Sicilia. E questo perchè si sta ripetendo la stessa storia dello scorso anno, con un ulteriore taglio di 100 milioni di euro di risorse finanziarie verso i Comuni, ed è in arrivo l’ondata di nuovi tributi nazionali che i Comuni dovranno applicare. Per cui, prima che esploda la grande difficoltà degli Enti Locali, come Anci siamo chiamati a questo momento assembleare per stilare una piattaforma da presentare al tavolo di confronto con il Governo e l’Assemblea Regionale.
Una piattaforma – sottolinea Amenta – che metta in rilievo i problemi al quale oggi i Comuni sono chiamati: dal ritardo dell’approvazione della legge sul Sistema Idrico Integrato, all’applicazione finalmente in Sicilia della legge 9, all’approvazione del Piano dell’Impiantistica regionale sui rifiuti e all’approvazione di una legge di riordino dell’abusivismo edilizio in Sicilia; all’approvazione dei bilanci di previsione dei Comuni che continuano a slittare per l’incertezza dei trasferimenti dovuti al nuovo modello di ripartizione scelto dalla Regione, agli interessi che sono costretti a pagare alle Tesorerie per il ricorrere a scoperture di cassa, a causa degli enormi ritardi nei trasferimenti di liquidità da parte della Regione, al fine di garantire i servizi; e ancora, dal taglio delle fondi per le politiche sociali, al confronto serio sulla spesa dei Fondi Strutturali 2014-2020; sino al disastro economico che si sta abbattendo sui territori con le 300 Comunità alloggio per minori non accompagnati, privi di copertura finanziaria.
Quest’ultimo problema – ricorda il Vice presidente di AnciSicilia che lunedì è stato convocato a Roma per la riunione della Commissione immigrati - sta mettendo in ginocchio i bilanci dei Comuni, non preparati ad affrontare un’ondata di questo genere, in particolare con l’arrivo di tanti giovani migranti. Dal canto suo la Regione continua a rilasciare nuove autorizzazioni di aperture di Comunità alloggio, ma senza garantire i fondi. Questo crea condizioni di forti ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni che non hanno alcuna copertura nei relativi bilanci, con l’accensione di contenziosi con le Comunità che a loro volta non riescono a fare fronte agli stipendi degli operatori e delle figure professionali che impiegano, in molti casi anche con ritardi che arrivano ai 14 mesi. Si pensi che la cifra rimborsata per ogni assistito si aggira sui 70 euro al giorno, 20 di questi vengono garantiti dallo Stato, il resto non si sa da chi. C’è, come si vede, l’urgenza di mettere ordine anche in questo settore.
E allora – conclude il Vice Presidente Amenta – di fronte ad un quadro così drammatico, dobbiamo prevenire il crollo di tutto il sistema degli Enti Locali e predisporre una piattaforma di lavoro per affrontare tutti questi problemi con la Regione, che deve dare risposte certe al quale non può più sottrarsi».
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