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"SALVARE I COMUNI PER SALVARE IL SISTEMA REGIONE", L'INTERVENTO DEL SINDACO AMENTA NELL'INCONTRO CON CROCETTA E IL GOVERNO REGIONALE

Scritto da Gaetano Guzzardo    Martedì 14 Maggio 2013 13:36

amenta govregÈ stato il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nella sua veste anche di vicepresidente regionale dell’Anci Sicilia, a rimarcare e ribadire lunedì nella Sala Archimede di Palazzo Vermexio a Siracusa, in occasione dell’incontro con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e la giunta regionale, i disagi e le difficoltà gestionali, per la mancanza di risorse finanziarie, che ormai registrano centinaia di Comuni siciliani, in particolare quelli al di sotto dei 5000 abitanti.

La nuova Finanziaria varata dall’ARS ha previsto infatti nuovi tagli per i Comuni, nonostante le garanzie date dal governo lo scorso dicembre nell’incontro con l’Anci. Tagli che si aggirano all’incirca sul 30% nel Fondo delle Autonomie, che è quello da dove si trasferiscono i finanziamenti agli Enti Locali.

Una situazione drammatica che sta già portando al collasso tanti Comuni, ad un passo dal dissesto economico, bloccati come sono da una serie di restrizioni, come il rispetto del Patto di Stabilità, la Spending Review, i minori trasferimenti di Stato e Regione, la mancata approvazione dei piani socio assistenziali della 328 e, non ultimo, il taglio dell’addizionale all’accise dell’energia elettrica che prima veniva interamente girata agli Enti.

Amenta, nel suo intervento, ha chiesto, così come deciso dall’Anci a livello regionale, che quantomeno i parametri fossero quelli dello scorso anno, anche perché su quei dati i Comuni hanno messo in equilibrio i loro bilanci. Di fatto, invece, il Fondo delle Autonomie locali si trova decurtato di ulteriori 200 mila euro rispetto al 2012, un taglio che metterà in ginocchio i Comuni.

 «Se crollano i Comuni – ha ricordato Amenta alla giunta regionale ed in particolare all’assessore all’Economia, Luca Bianchi – crolla l’intero sistema regionale».

E il sindaco di Canicattini non ha mancato di citarli i numeri che stanno riducendo e piegando i Comuni trasformandoli sempre più in esattori nei confronti dei loro cittadini già allo stremo.

«In pochi anni il Fondo delle Autonomie Locali è stato ridotto quasi della metà – ha continuato Amenta – passando dai 913 milioni del 2009 ai 506 milioni del 2013. In cinque anni i tagli sono stati dell’ordine del 44,5%, ovvero 407 milioni di euro. A ciò si aggiunga quasi il 47% dei tagli statali e si avrà il quadro completo di come i Comuni rischiano, come già molti sono stati costretti a fare, a tagliare i servizi nei confronti dei cittadini o a ritardare a pagare gli stipendi, senza poter più programmare nulla. E non devono ingannarci i 651 milioni di euro che troviamo nel Fondo, perché questo è la risultanza della somma di più voci. Nella fattispecie,  all’interno ci sono i 101 milioni della compensazione dell’addizionale comunale e provinciale dell’accise sull’energia elettrica e i 44 milioni destinati alle Province. Si tratta di soldi che gli altri anni non sono stati inseriti nel Fondo delle Autonomie, per cui di fatto questo Fondo è di 506 milioni di euro, ben 145 milioni in meno rispetto al 2012, su cui i Comuni abbiamo costruiti i nostri equilibri di bilancio.  Dunque, se si aggiungono i 50 milioni della compensazione ai soli Comuni a seguito della soppressione dell’addizionale all’accise sull’energia elettrica, in totale i tagli quest’anno sono pari a 195 milioni di euro. Un ammanco che, certamente, come dice il governo regionale, non potrà essere colmato dai 40 milioni previsti per le riqualificazioni».

Un 2013 drammatico, come si vede, per la vita dei Comuni se il Governo e l’Assemblea Regionale non rivedono i dati della Finanziaria, tra l’altro impugnata per il 30% dal Commissario dello Stato.

Ma i problemi per la vita degli Enti Locali non sono solo quelli. C’è infatti ancora da riscuotere la prima trimestralità dei trasferimenti regionali non ancora erogata ai Comuni, c’è da sciogliere il rebus del futuro dei precari dopo la scadenza dei contratti a luglio, e poi, in un momento di grande difficoltà economica ed occupazionale, cè da dare risposte ad un disagio e ad una povertà in continua crescita.

«Questo potrà avvenire – ha aggiunto il vice presidente di Anci Sicilia – solo se la Regione approva, cosa che dall’inizio dell’anno non è stata ancora fatta, le linee guida per i programmi socio assistenziali della 328. Senza di quelle i Distretti non potranno operare, e a tutt’oggi sono i Comuni, già allo stremo e sfiancati, a garantire, con proprie anticipazioni, i servizi sociali ai cittadini, in particolare alle fasce più deboli della popolazione. Cosa che non potrà più avvenire, vista la mancanza di fondi. Infine, la Regione ci deve dire alla scadenza dei contratti dei precari, a luglio, quale deve essere il futuro di questi lavoratori, che noi vorremmo stabilizzare, ma qualcuno deve mettere a disposizioni le risorse economiche per farlo».

Dal canto suo il governo ha ascoltato con interesse l’intervento del sindaco Amenta. Domani, mercoledì, è previsto un ulteriore incontro tra i vertici di ANCI Sicilia, presente anche il sindaco Paolo Amenta, e l’assessore regionale Luca Bianchi proprio sulla questione Fondo delle Autonomie, trasferimenti ai Comuni e Patto di Stabilità.

 

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