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SUL TAVOLO DI IERI IN PREFETTURA SULLO SVILUPPO E L'OCCUPAZIONE NON SONO STATI INVITATI I SINDACI, DURO INTERVENTO DEL PRESIDENTE PROVINCIALE DELL'ANCI, PAOLO AMENTA

Scritto da Gaetano Guzzardo    Domenica 06 Marzo 2011 16:26

amenta_paolo1Sull'importante Tavolo che ieri si è tenuto in Prefettura, convocato a quanto pare dal ministro dell'Ambiente on. Stefania Prestigiacomo, ed aperto alle forze sindacali, alle associazioni imprenditoriali, alla deputazione nazionale e regionale, alla Provincia Regionale, ai sindaci della zona industriale e persino a tutte le forze politiche per affrontare i grandi temi che stanno mettendo in ginocchio l'economia e lo sviluppo della nostra provincia, interviene il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, anche nella sua veste di Presidente provinciale dell'ANCI Sicilia. Un intervento che non disconosce la valenza e l'importanza del Tavolo o del metodo concertativo, ma che non può non far rilevare, come ancora una volta la politica siracusana più che al cuore dei problemi e alla soluzione degli stessi, preferisca le passerelle e gli articoli sui giornali.

«Va letta infatti così - afferma il presidente provinciale dell'ANCI Sicilia, Paolo Amenta - l'assenza, al Tavolo prefettizio, che ho sempre riconosciuto essere l'unico possibile, non solo del territorio, ma anche dei soggetti legittimati a rappresentarlo, ovvero i sindaci, gli unici tra le figure istituzionali seduti a quel Tavolo veramente conoscitori e reali portatori delle istanze della gente che lo vive e lo anima. Non credo che ciò sia dovuto ad una semplice ed innocente dimenticanza, come magari, forse, ma dubito anche di questo, qualcuno vorrà farci credere. Credo piuttosto che il mancato invito ai sindaci e quindi alle comunità che rappresentano, sia fortemente voluto da una classe politica che, di fronte ad un malato grave, com'è la provincia di Siracusa,  continua a nascondere l'incapacità ad affrontare i reali problemi del territorio, dal lavoro che manca ai servizi sociali sempre più svuotati di risorse nonostante un disagio sempre più dilagante, alle file interminabili di cittadini che ogni giorno si rivolgono al proprio sindaco per avere aiuto, e non al ministro, molto lontano, né tantomeno al presidente della Provincia, completamente assente, o alla deputazione, presente solo in campagna elettorale.

D'altra parte - prosegue il sindaco di Canicattini Bagni - i sindaci possono guidare le programmazioni e le progettazioni dei Fondi Strutturali, possono esprimersi sui Parchi e i Piani Paesaggistici, stare in prima linea, essere depositari delle richieste di sviluppo e di crescita delle imprese, che arrivano ormai disperatamente dal territorio, ma come si vede dal tavolo di ieri in Prefettura, non possono parlare e discutere di rilancio della zona industriale, di Accordo di Programma sulla Chimica, o di rigassificatore, come se tutto ciò non avesse ricadute sull'intera provincia e su tutte le comunità del suo territorio. E allora, meglio confrontarsi con una coalizione politica di maggioranza che ha vinto le elezioni ma che si è squagliata come la neve al sole, spaccandosi in mille rivoli, che dovrebbe raccordarsi con una Regione, principale attrice delle azioni di sviluppo, del quale però non condivide nulla essendone all'opposizione, o con una Provincia Regionale che ormai da tempo ha rinunziato al suo ruolo di coordinamento bloccando ogni attività di sviluppo nel territorio, per non parlare di una opposizione che tenta ancora di capire quale ruolo avere.

Evitando invece di discutere e confrontarsi sui Piani Strategici già esistenti, approvati e per cui si sono spesi soldi pubblici, che hanno già tracciato un percorso di sviluppo ma che si lasciano nei cassetti, o  sulle centinaia di miliardi delle vecchie lire di lavori che l'ATO Idrico avrebbe dovuto realizzare in questo territorio e di cui la politica non parla, o delle grandi risorse che rappresentano per questa provincia e per la sua gente, il ciclo dei rifiuti, in particolare la differenziata, e il patrimonio culturale ed ambientale.

Certo, per costoro, è meglio non parlare delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo del  meridione, quindi anche del siracusano,  che vengano dirottate sempre verso l'opulento nord, anche nell'ultimo provvedimento Milleproroghe del governo nazionale.

E allora, sia ha l'impressione, e da ciò il rammarico mio e di tutti i sindaci di questa provincia, che la politica siracusana continui a scegliere per se, anche nell'incontro di ieri in Prefettura, il ruolo facile di "analista", quando di analisi, assieme alle forze sciali ed imprenditoriali, che fanno bene il loro ruolo, se ne sono fatte anche troppe.

Non si capisce, invece, che c'è bisogno di chi metta sul tavolo soluzioni alle analisi e ai problemi. Se no si continua  - conclude Paolo Amenta - come si sta facendo, a marginalizzare e a lasciare sempre più soli i sindaci ad affrontare, disarmati di risorse e di sostegni, da soli, i problemi del territorio e dei cittadini. Voglio pertanto auspicare che al prossimo Tavolo, oltre alle figure di ieri, siano seduti anche i legittimi rappresentanti del territorio, i sindaci, per vagliare le soluzioni, i progetti, i tempi certi e le responsabilità, e non per fare analisi».


 

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