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Una "Icona" donata dall'artista canicattinese Peppe Bonfiglio per il sorteggio il cui ricavato servirà ad acquistare sussidi didattici per la 3° sezione della Scuola dell'Infanzia

Scritto da Gaetano Guzzardo    Giovedì 24 Dicembre 2015 17:41

iconaUna Icona, donata in occasione del Natale dall’artista canicattinese Peppe Bonfiglio, papà di Matteo che frequenta la 3° sezione della Scuola dell'Infanzia del plesso Mazzini del 1° Istituto Comprensivo “G. Verga” di Canicattini Bagni, per organizzare un sorteggio e con il ricavato acquistare nuovi sussidi didattici per la 3° sezione.

Il costo del biglietto è di 1 euro e si può acquistare presso "Il Presepe vivente" allestito nei locali del Palazzo Messina-Carpinteri in via XX Settembre, dove il 6 Gennaio alle ore 19 avverrà il sorteggio alla presenza del pubblico e delle insegnanti della Sezione della Scuola dell’Infanzia, Anna Maria Caligiore e Milena Mangiafico.

 

ICONA, dal greco Eikon (Immagine) "Luogo di Incontro, Finestra sull'Eternità". Parlare delle Icone implica ricordare, in generale, cosa è l'Icona e cercare di capire la sua importanza nella chiesa Cristiano-Ortodossa ed in generale presso i Cristiani di Oriente ed anche i cattolici di rito bizantino. La parola Icona viene usata abitualmente per pitture a soggetto religioso fatto con una particolare tecnica e soprattutto secondo una tradizione Ecclesiale che ne ha fissato il contenuto e ne ha fatto un "Sacramentale" cioè un segno portatore di grazia.

 

L'Icona è, infatti, più di un'immagine religiosa, è vera arte sacra che ha un posto ben determinato nel culto liturgico e nella devozione privata; è un mezzo efficace per poter conoscere Dio, la Madre di Dio ed i Santi; è una confessione delle verità religiose, non soltanto un'arte che illustra la sacra Scrittura, è un linguaggio che equivale ad essa e che corrisponde alla predicazione Evangelica così come i Testi Liturgici.

 

In altre parole, l'Icona non è una rappresentazione pittorica con intenti figurativi ed artistici come si è portati a credere, essa è, invece, una Preghiera che santifica l'anima del credente con il mezzo materiale della vista, come il canto santifica attraverso l'udito. Su queste pitture, infatti, non appaiono né le firme degli artisti né le date di esecuzione, in quanto l'immagine non deve suscitare emozioni umane, ma far conoscere un mondo soprannaturale che può essere interpretato e recepito anche da un pubblico privo di cultura, purché animato da spiritualità e fede, l’iconografo che scrive ( non dipinge), è solo uno strumento nelle mani di DIO, che attraverso lui ci dona l’immagine della spiritualità. Abitualmente siamo portati a dire " dipingere un Icona ", ma in realtà il temine esatto, mantenutosi nella tradizione è "scrivere un Icona", che è anch'essa parola di Dio scritta con l'immagine, mediante un linguaggio codificato da secoli.

 

In corrispondenza dello "scrivere", c'è un "leggere" l'Icona, che ci riguarda tutti: E' un desiderio di scoprirla, di capirla, di approfondirla. Tutte le Icone, pur diverse tra loro, hanno un'affinità comune, come è comune l'intento con il quale furono "scritte": Testimoniare l'invisibile - sostenere la nostra fede e speranza - aiutarci a pregare - trasfigurarci nella carità.

 

Giuseppe Bonfiglio

Titolo: Adorazione dei Magi

Tecnica: tempera all’uovo con pigmenti naturali

Doratura con foglia oro di tipo francese brunita con pietra d’agata

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Dicembre 2015 17:48 )
 

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